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mercoledì, 13 febbraio 2008
CHI SEMINA GUERRA RACCOGLIE LUTTO
Da Peace Reporter: 
 
Italiani all'attacco: 'vittime civili'
war1Lo sostiene il governatore di Farah. Nel raid Nato con soldati italiani, secondo la fonte, uccisi donne e bambini.
Il governatore della provincia occidentale di Farah, Ghulam Mohaidun Balouch, ha dichiarato questa mattina all'agenzia France Press che “truppe Nato italiane” hanno preso parte all’attacco avvenuto domenica notte nel distretto di Bakwa contro un abitazione nella quale si trovavano alcuni talebani, tra cui un loro comandante locale, il mullah Abdul Manan.
Secondo il governatore, le vittime del raid, condotto con il supporto aereo dell’aviazione alleata, sono otto talebani e almeno due civili: una donna e un bambino, moglie e figlio di uno dei guerriglieri. war4
Ma il governatore del distretto di Bakwa, Khan Agha, sostiene che le vittime civili dell’attacco italiano sono di più: “Nell’operazione – ha dichiarato – sono state uccise nove persone, tra cui due donne e due bambini. Mullah Manan non è tra le vittime”.
Secondo Khialbaz Sherzai, comandante provinciale della polizia, “nel raid sono stati uccisi sette civili, tutti membri di una stessa famiglia, tra cui una donna e due bambini”. 

Zona di operazione italiana. 
Nel distretto di Bakwa, nel sud della provincia di Farah, operano le forze speciali italiane della Task Force 45 impegnate nell’operazione Sarissa e, in situazioni di emergenza, i bersaglieri italiani della Forza di Reazione Rapida, dotati di elicotteri da combattimento Mangusta e carri armati Dardo.
war3Già un anno fa,
nel febbraio 2007, le forze italiane presero parte a un’offensiva per la riconquista del distretto di Bakwa.
Lo
scorso novembre, sempre nella provincia di Farah, le truppe italiane sono state impegnate per tre settimane nelle operazioni di guerra contro i talebani che avevano conquistato i distretti di Bakwa e Gulistan. 

Difesa: ''Falso, ma indaghiamo''.
Il comando italiano di Herat si è precipitato a smentire, con un comunicato, le dichiarazioni del governatore della provincia di Farah.
"In relazione alle notizie riportate da un articolo di PeaceReporter dal titolo ‘Italiani war5all’attacco: vittime civili’ e ripreso successivamente da alcune agenzie di stampa e giornali on line, il Comando della Regione Occidentale a guida italiana precisa che la notizia è falsa e priva di ogni fondamento. In particolare nessuna unità delle forze armate italiane ha partecipato ad alcuna operazione svolta la scorsa notte nel distretto di Bakwa".
Nonostante le smentite, in serata il ministro della Difesa, Arturo Parisi ha impartito disposizioni allo Stato maggiore della Difesa affinchè venga "accertato nel dettaglio lo sviluppo dei fatti".
 
Conferme e nuovi particolari. Successivamente, un altro lancio d’agenzia della France Presse, ripreso anche dal sito di Le Monde, riportava le dichiarazioni testuali del governatore della provincia di Farah, Ghulam Mohaidun Balouch. “L’esercito afgano e gli italiani della Forza internazionale d’assistenza alla sicurezza della Nato hanno condotto un’operazione contro una presunta cellula di talebani, riunita war2nell’abitazione di un comandante talebano di nome Namanat: dieci persone sono state uccise, di cui otto talebani e la moglie e il figlio del comandante”.
Il lancio d’agenzia prosegue riportando le dichiarazioni del governatore del distretto di Bakwa, Khan Agha: “Il raid ha causato nove morti, tra cui due donne e tre bambini. Solo uno dei nove era
un talebano. Le vittime sono state uccise da colpi d’arma da fuoco”. Quindi dalle truppe afgane e italiane, non dalle bombe dell’aviazione Nato si diceva in un primo momento.
Il comando dell’Isaf, aggiunge il lancio dell’Afp, ha dichiarato che indagherà sull’accaduto
postato da: KorvoRosso alle ore febbraio 13, 2008 19:47 | Link | commenti (6)
categoria:guerra, politika, sfruttamento, razzismo, repressione, governo
domenica, 10 febbraio 2008
SI AL BOICOTTAGGIO DELLA FIERA DEL LIBRO
palestina
982 BAMBINI PALESTINESI SONO STATI UCCISI DAI SOLDATI ISRAELIANI DAL 29 SETTEMBRE 2000. NIENTE PIU’ LIBRI PER LORO, NE’ SCUOLE, NE’ GIOCHI.
*
I DATI DELL'INTIFADA PALESTINESE 28/9/2000 - 1/12/2002
da
www.palestinemonitor.org

Palestinesi uccisi (1): 2.056 morti, inclusi 182 attacchi assassini/esecuzioni extragiudiziali (violazione grave della 4° Convenzione di Ginevra e come tali considerati crimini di guerra);
389 pari al 19% minori (= 17 anni); almeno 85% civili; 433 uccisi da armi pesanti; 1199 uccisi da munizioni leggere. Non sono state effettuate indagini, concedendo immunità agli israeliani e permettendo loro di agire al di fuori della legge.(2)

Palestinesi feriti: 41.000 (3) Cisgiordania (4): 35,7% minori; 32,4% da munizioni leggere; 64,9% nella parte superiore del corpo; 39% di grado moderato-severo (16673 casi al 28-02-02).
Striscia di Gaza (5): 20% minori; 37% da munizioni leggere; 60% alla parte superiore del corpo (circa 6000 casi al 6-03-02); più di 7.000 minori feriti.(6)

Disabilità permanenti una stima di 2.500 (7) fra cui 500 minori.(8)

Attacchi al personale medico e a servizi di emergenza:
15 medici/infermieri/autisti uccisi nel compimento del loro dovere (di cui 1 tedesco) in conseguenza dell'apertura del fuoco contro ambulanze o bombardamenti di aree residenziali.(10)
180 tecnici dell'emergenza medica del PRCS feriti.
95 operatori di prima assistenza dell'UPMRC feriti (compresi due medici).
25 ambulanze del PRCS distrutte;
197 attacchi a ambulanze del PRCS con munizioni leggere, pallottole di gomma e/o pietre scagliate da coloni israeliani.
432 casi di accesso vietato alle ambulanze del PRCS all'altezza dei blocchi stradali.
70 operatori e volontari dell'emergenza arrestati dalla data del 29 marzo.
Durante la lunga invasione nel marzo-aprile del 2002,(11) gli operatori dell'UPMRC furono fermati, detenuti, e bloccati almeno tre volte al giorno, fin dall'aprile del 2002 le cliniche mobili sono state fortemente ostacolate.
71 palestinesi sono morti a causa dell'impedimento all'accesso alle cure sanitarie di emergenza o ai trattamenti di disturbi cronici.

Attacchi agli ospedali
Bombardamento dell'ospedale francese (Bethlehem), danni stimati in $ 25.000,(12)
Ospedale Al Hussein (Behtlehem).(13)
Munizioni leggere sparate agli ospedali di Beit-Jala, A-Dibs, Ospedale francese di Bethlehem.(14)
Ospedale Al Alia di Hebron in tre occasioni,(15) Ospedale Al Yamama di Bethlehem, bombardamento dell'Ospedale Maternità del PRCS a Ramallah e dell'Ospedale generale di Ramallah; (16) accesso vietato all'Ospedale Khalid di Ramallah per diversi giorni; (17) attacco di coloni all'Augusta Vittoria di Gerusalemme, colpi di arma da fuoco contro il personale di sicurezza (fucili automatici).(18)
Durante la lunga invasione nel periodo marzo-aprile del 2002 un grande numero di ospedali e di cliniche mediche sono state attaccate in tutta la Cisgiordania.

Giornalisti
7 reporters palestinesi uccisi, 1 giornalista italiano ucciso, 75 giornalisti feriti.
167 giornalisti aggrediti dai soldati israeliani, bastonati, arrestati, equipaggiamenti confiscati o distrutti, 5 giornalisti palestinesi arrestati e attualmente in detenzione amministrativa.
Almeno 20 centri stampa bombardati, vandalizzati o danneggiati.(19)
31 Marzo 2002: Ramallah e El Bireh dichiarati aree militari chiuse per impedire l'entrata dei giornalisti e per costringere i giornalisti presenti ad abbandonare immediatamente l'area.
Aprile 2002: l'Associazione internazionale della stampa dichiara la Cisgiordania il secondo posto a più alto rischio per il lavoro dei giornalisti dopo l'Afghanistan.
Tipo di munizioni utilizzato proiettili: da 5.56 mm (calibro 223), da 7,02 mm, da 9 mm, calibro 50, 500 mm, 800 mm, proiettili di acciaio ricoperti di gomma, di plastica. Missili, carri armati, jets F-16

Rioccupazione e incursioni.
Rioccupazione delle aree A (prima della grande operazione militare israeliana nel marzo-aprile e giugno 2002): casi più gravi: Bethlehem (10 giorni), Jenin (40 giorni), Ramallah e El Bireh (20 giorni), Tulkarem, Qalqilya.

Invasioni nelle aree a: Beit Rima, Deir Ghassana, Beit Lahia.
Febbraio-marzo 2002: Sharon lancia attacchi contro i campi dei rifugiati palestinesi in Cisgiordania. Campo Balata (Nablus) viene attaccato con particolare violenza. 180 palestinesi, in prevalenza rifugiati, uccisi nell'arco di due settimane (28 febbraio-12 marzo) Gravi distruzioni e danneggiamenti alle proprietà private.

29 marzo- 1 maggio 2002: tanks israeliani invadono tutte le maggiori città in Cisgiordania ad eccezione di Hebron e Gerico. Le città sono sottoposte al coprifuoco 24 ore su 24 , il personale medico e le ambulanze sistematicamente attaccate, atti di vandalismo e gravi distruzioni a infrastrutture civili, almeno 260 palestinesi uccisi. Proteste internazionali, il delegato speciale UN dichiara che gli avvenimenti in Jenin sono stati "orrendi oltre ogni immaginazione" e "moralmente ripugnanti".(21)

19 giugno : il governo israeliano lancia una seconda invasione su larga scala in tutte le città e villaggi della Cisgiordania (ad esclusione di Gerico). Completa rioccupazione della Cisgiordania.

Negli ultimi due mesi 2 milioni di palestinesi sono stati sottoposti a coprifuoco 24 ore su 24

Blocchi e coprifuoco
Blocchi e assedi interni:
120 check points israeliani in Cisgiordania e a Gaza. Questi, insieme ai blocchi stradali dividono la Cisgiordania in 300 zone separate e la striscia di Gaza in 3 zone separate.
Blocchi interni di grado severo: Cisgiordania 66% dei giorni;
blocchi interni parziali: Cisgiordania 34%, Gaza 94% dei giorni.(22)

I blocchi causano problemi umanitari come scarsità di acqua e di gas. Altri esempi: I residenti di Al Mawasi contrassegnati con un numero, in modo che l'esercito israeliano possa permettere loro solo minimi movimenti entro e fuori l'area. Porte elettriche erette a al Sifa, per permettere ai residenti il passaggio solo dalle 7 alle 9 am e dalle 3 alle 5 pm.
Maggio 2002: Il governo di Israele introduce un nuovo regime di permessi personali e rende impossibile il movimento fra le città palestinesi della Cisgiordania Inizio della costruzione di palizzate fra Israele e la Cisgiordania.

Blocchi esterni:
Cisgiordania e Gaza isolate dal resto del mondo. L'aeroporto internazionale di Gaza chiuso fin dal febbraio del 2001; passaggi protetti fra Gaza e Cisgiordania chiusi fin dall'ottobre 2000 (gli accordi di Oslo vietavano tali chiusure); frequenti chiusure del ponte sul Giordano, dei confini con l'Egitto (ingresso di Rafah), ingressi in Israele (attraversamenti di Al-Mintar e Beit Hanoun). Fin dall'inizio di marzo del 2002 l'esercito israeliano ha ripetutamente invaso aree sotto il controllo palestinese e sottoposto città e villaggi a prolungati coprifuoco.

Palestinesi arrestati e detenuti da parte dell'autorità israeliana.
Si stima che a cominciare dal 29 marzo 2002, 15.000 palestinesi siano stati imprigionati, di questi 6.000 sono tutt'ora detenuti. Di questi 1.700 sono sotto detenzione amministrativa,(23) il che significa che essi non hanno subito un processo e che sono imprigionati senza che nei loro confronti sia stata elevata un'accusa. 350 minori trattenuti nelle prigioni e nei centri di detenzione di Israele e della Cisgiordania. Di questi, circa 30 sono in detenzione amministrativa. (24) Molti dei prigionieri sono sottoposti a tortura e non ricevono un' adeguata assistenza medica.

Danni a proprietà
Attacchi ad aree residenziali (punizioni collettive)
Durante i primi 15 mesi dell'intifada i danni materiali ammontavano a 305 milioni di US$.(25) Durante l'invasione in marzo-aprile l'esercito israeliano ha distrutto e saccheggiato proprietà per un valore di 361 milioni di US$.(26)
Dall'inizio dell'intifada fino al febbraio 2002: i bombardamenti e le demolizioni hanno distrutto 720 case completamente, ne hanno danneggiate 11.553.
Cittadini coinvolti 73.600.(27)

30 moschee, 12 chiese,(28) 134 pozzi,(29) cimiteri, 34.606 alberi di olivo e di frutta sradicati,(30) 11.624 dunums di terreno confiscate, (31) 14.339 dunums di terreno bulldozed o bruciate.(32)
Durante l'invasione di marzo-aprile: 881 case distrutte, 2.883 case nei campi di rifugiati danneggiate, popolazione coinvolta 22.500 cittadini che abitavano nelle loro case.(33)

Striscia di Gaza: più di 601 case completamente demolite, approssimativamente 16.000 dunums /16 milioni di metri quadrati di terreno, in prevalenza a uso agricolo spianati dall'esercito israeliano.(34)

Servizi scolastici
(punizioni collettive) 850 scuole temporaneamente chiuse, 8 scuole trasformate in acquartieramenti militari, 185 scuole bombardate e incendiate; 11 scuole completamente distrutte, 9 vandalizzate, 15 utilizzate come centri di detenzione o baraccamenti militari.
132 studenti palestinesi uccisi e 2.500 feriti negli spostamenti da e per le scuole. 1.135 giorni di scuola perduti a causa degli attacchi israeliani.(35)
Durante la lunga invasione nel Marzo-Aprile 2002 54.730 sessioni di insegnamento al giorno perdute per la completa chiusura delle classi.

Condizioni economiche
(punizioni collettive) Perdite complessive di reddito dell'economia palestinese fra i 3.3 e i 10 miliardi di US $ (solo reddito, non sono compresi i costi della distruzione di proprietà pubbliche e private).
Perdite giornaliere domestiche: 6,0-8,6 milioni di US $ per giornate lavorative.
Totale delle perdite di reddito da salario: 59,4 milioni di $
Disoccupazione: Gaza 67%; Cisgiordania 48%
75% dei palestinesi vive sotto la soglia di povertà (meno di 2$ al giorno): 84,6% a Gaza e 57,8% in Cisgiordania.(36)
Le perdite economiche costringono il 69% delle aziende palestinesi o a chiudere o a ridurre la produzione.(37)
51% di riduzione nel GNP ( PIL?).(38)
Israele impedisce a 125.000 palestinesi di andare a lavorare.(39)
La Banca mondiale stima che nel caso di una soluzione del conflitto e della abolizione del coprifuoco occorreranno almeno due anni all'economia palestinese per riportare il livello di reddito pro capite ai valori di prima dell'intifada.(40)

Risoluzioni e rapporti delle UN:
che condannano Israele per l'uso sproporzionato ed eccessivo della forza contro civili palestinesi e rifiuto di aderire alle leggi internazionali
(per dettagli consultare
www.on.org)

7 maggio 2002: Assemblea Generale UN, 10° Sessione Speciale su Emergenza.
Risoluzione ES-10/10: condanna gli attacchi commessi da Israele contro il popolo palestinese, particolarmente nel campo rifugiati di Jenin e condanna anche il rifiuto di Israele di cooperare con il gruppo di accertatori dei fatti del Segretario Generale al CR di Jenin. Richiesta a Israele di rimuovere tutti gli ostacoli al lavoro delle organizzazioni umanitarie e delle agenzie UN nei Territori palestinesi occupati.

19 aprile 2002 : risoluzione del Consiglio di Sicurezza n° 1402: richiesta a Israele di ritirare le sue truppe dalle città palestinesi
30 marzo 2002: Commissione UN per i Diritti Umani condanna Israele per le uccisioni di massa di palestinesi, biasima Israele per le "gravi violazioni" delle leggi umanitarie e afferma il legittimo diritto del popolo palestinese a resistere all'occupazione israeliana.

20 dicembre 2001: Assemblea Generale chiede di fermare le violenze, l'applicazione del Rapporto Mitchell, riafferma l'applicabilità della 4° Convenzione di Ginevra;
6 dicembre 2001: 114 firmatari della IV Convenzione di Ginevra, rilasciano una dichiarazione di condanna di Israele per l'uso indiscriminato e sproporzionato della violenza e chiedono a Israele di rispettare le leggi internazionali umanitarie

3 dicembre 2001: Assemblea Generale vota 6 risoluzioni che criticano Israele su "stato di Gerusalemme, insediamenti israeliani illegali, diritti inalienabili del popolo palestinese all'autodeterminazione.
23 novembre 2001: Commissione UN contro la tortura, condanna le pratiche israeliane

7-13 novembre 2000: Mary Robinson, Commissaria UN per i diritti umani visita i territori palestinesi occupati. In seguito a ciò raccomanda di istituire una presenza di monitoraggio internazionale nei Territori palestinesi occupati.
20 ottobre 2000: Assemblea generale UN , 10° sessione speciale su Governi esteri: commenti su Israele Emergenza
19 ottobre 2000: UN Commissione sui diritti umani, 5° sessione speciale
11-15 ottobre 2000: Rapporto speciale alla Commissione sui diritti umani nei territori palestinesi occupati.

7 ottobre 2000: Risoluzione del Consiglio di Sicurezza UN n° 1322: deplora la provocazione messa in atto a Al-Haram Al Sharif in Gerusalemme il 28 settembre 2000, invita Israele a attenersi ai suoi obblighi legali e responsabilità secondo la 4° Convenzione di Ginevra

Altri commenti internazionali:
agenzie internazionali che condannano Israele o chiedono l'arresto delle violenze:
Medici per i diritti umani (USA e Israele)
Rete Euro-Mediterranea dei diritti umani (EMHRH) -Danimarca
Federazione Internazionale dei Diritti Umani (FIDH) - Parigi
Comitato Internazionale Giuristi (ICJ) - Svezia
Human Rights Watch - New York
Amnesty International
Comitato internazionale della Croce Rossa

Leggi internazionali e Risoluzioni violate:
Risoluzioni 242 e 338 UN, 4° Convenzione di Ginevra; Hague Regulations
boycott
postato da: KorvoRosso alle ore febbraio 10, 2008 18:43 | Link | commenti (3)
categoria:guerra, politika, culture, antifascismo, sfruttamento, razzismo, repressione, rivoluzioni
lunedì, 04 febbraio 2008
DICHIARAZIONE DI VOTO

Camera

camera

Senato

senato

*

postato da: KorvoRosso alle ore febbraio 04, 2008 19:41 | Link | commenti (1)
categoria:guerra, politika, satira, culture, sfruttamento, razzismo, repressione, precariato, governo, anarchismo, voltagabbana, morti bianche, rivoluzioni, partito democratico, occhio per occhio dente per dent
sabato, 02 febbraio 2008
AFGHANISTAN KORPS, BATTAGLIONE ROMMEL
Afghanistan Korps
Una palma dell'Afrika Korps hitleriano dipinta su un veicolo blindato dell'esercito italiano. A svelarlo alcune immagini scattate a una jeep corazzata italiana e a un blindato spagnolo colpiti da mine nel deserto dell'Afghanistan verso il confine iraniano.a7
Un simbolo molto simile a quello mostrato dal nostro veicolo blindato venne fotografato nell'autunno 2006 sulle jeep di alcuni soldati tedeschi in servizio in Afghanistan. In quell'occasione le immagini furono pubblicate sul settimale 'Stern'. In seguito il ministero della Difesa decise di aprire un'inchiesta e di sospendere sei militari.a5
Il ministro della Difesa, Arturo Parisi, ha disposto accertamenti sulla vicenda. Il governo Prodi ha incrementato le spese militari dell’11%.
Con questi soldi in più mandiamo i nostri “bravi soldati” in giro per il mondo a portare pace e solidarietà.  Italiani brava gente. Sieg heil!
postato da: KorvoRosso alle ore febbraio 02, 2008 14:08 | Link | commenti (3)
categoria:guerra, politika, antifascismo, razzismo, repressione, governo
sabato, 19 gennaio 2008
L’ABBE’ PIERRE, 5 AGOSTO 1912 - 22 GENNAIO 2007: UNA POESIA

absmall

 

Angeli custodi
ma dove siete, che fate?
 
Angeli dei ricchi,
angeli dei desolati
 
Angeli di tutti i figli dell’uomo
guardate!
 
Fa troppo male
non ci si può più dormire
 
Angeli, sgridate
tuonate, colpite
 
Ci sono troppe lacrime
e pance affamate
e schiene che tremano dal freddo
e mani vuote…
 
In mezzo a troppe pance troppo piene
di risate animali
di sudori di bruti troppo vestiti
o di raffinatezze
di buoni a nulla dorati
 
Angeli, suonate
le vostre trombe di tuono:
che tutto sia spartito!
 
Ah! Ben venga la fine de mondo
giustizia finalmente
 
C’è troppa sofferenza
c’è troppa miseria
in mezzo a troppi
farabutti perbene
 
Tratta dalla raccolta: “Foglie sparse” curata ed edita da: Fraternità di Romena, Pratovecchio (AR) www.romena.it
 
Henri Antoine Groués, detto Abbé Pierre, era nato il 5 agosto 1912 a Lione, quinto di otto figli, da una famiglia benestante. Dopo gli studi presso il Collegio dei Gesuiti di Lione, a 16 anni aveva incontrato il francescanesimo, in seguito a una gita in Italia, ad Assisi, compiuta con gli Scout. Lì, al Convento Le Carceri, aveva avvertito forte la vocazione per la vita monacale, e così a 19 anni era entrato nel convento di clausura dei Cappuccini di Lione, dopo aver distribuito ai poveri la sua parte
di eredità paterna.
Nel 1938 viene ordinato sacerdote, ma negli anni successivi la sua vita non è quella di un religioso fuori dal mondo. La vocazione alla povertà più assoluta si coniuga infatti con l'impegno sociale, che in quegli anni significa impegno per la giustizia, per la libertà in una Francia assogettata e umiliata dal nazismo. Nel 1942 comincia così un'intensa azione di salvataggio delle vittime della tirannia nazista. E' proprio in quegli anni che l'Abbé Groués diventa l'Abbé Pierre. Salva diverse persone (ebrei, polacchi) ricercate dalla Gestapo. Falsifica passaporti, diventa guida alpina e trasporta attraverso le Alpi ed i Pirenei le persone in pericolo.
Nel 1943, diventa a tutti gli effetti partigiano ed organizza l'Armata di Vercors che, si ricorda nella biografia del religioso pubblicato nel sito della comunità Emmaus, ha dato un importante contributo per la liberazione della Francia dal nazismo. L'Abbè Pierre viene anche arrestato dalla Gestapo, ma riesce a scappare e viene spedito ad Algeri in aereo nascosto in un sacco postale.
Dopo la guerra, rientra a Parigi e viene eletto Deputato alla Assemblea Nazionale. Nel 1947 fonda con Lord Boyd Orr il Movimento Universale per una Confederazione Mondiale. Nel 1949, con André Philip presenta un disegno di legge per il riconoscimento dell'Obiezione di coscienza. E nello stesso anno fonda il Movimento Emmaus, al quale si dedica più profondamente dal 1951, quando lascia il Parlamento in opposizione a una legge elettorale che definisce "truffa".
Il primo alleato dell'Abbè Pierre nell'opera per i senzatetto è George, un uomo condannato per omicidio e tornato a Parigi dopo venti anni di lavori forzati, che aveva tentato il suicidio visto che si era ritrovato malato e solo, abbandonato dai propri parenti. George si trasferisce a Neuilly Plaisance, una vecchia casa alla periferia di parigi che diventa la prima Comunità Emmaus.
Il movimento Emmaus diventa conosciuto e in grado di attirare un gran numero di donazioni soprattutto dopo il famoso appello a Radio Lussemburgo che nel 1954 scuote la Francia. Un mese dopo, viene aperto il primo cantiere per 82 case per i senzatetto. Nei mesi successivi l'Abbé Pierre gira tutte le città della Francia, ma viene chiamato anche da diversi paesi europei per incontri e conferenze.
E poi, negli anni, arrivano anche gli inviti dall'America, il Medio Oriente, ovunque cominciano a sorgere le Comunità Emmaus, comunità di poveri che mediante il lavoro di recupero e riutilizzo di quanto viene buttato via, riescono ad aiutare chi sta ancora peggio.
Tra i messaggi più celebri dell'Abbè Pierre, "Poveri che diventano donatori, e provocatori di chi ha e non fa nulla", "Servire e far servire per primi i più sofferenti, è la sorgente della vera Pace.", "La miseria giudica il mondo e rovina ogni possibilità di pace." "Siamo condannati a sapere tutto.
L'urgenza è la condivisione, condivisione anche del
bene lavoro, del tempo libero..."
L'Abbè Pierre ha anche ricevuto molte onoreficenze: tra le più importanti la Legion d'onore, nel 1981, e il Premio Balzan per la Pace nel 1991; venne anche proposto per il Nobel. Su di lui sono stati scritti libri e girati film, ed egli stesso, l'anno scorso, ha pubblicato un'autobiografia dal titolo "Dio Mio...perchè?", definita da più parti "una bomba". Nel libro infatti l'Abbè Pierre confessava di aver "conosciuto l'esperienza del desiderio sessuale e del suo rarissimo soddisfacimento", si schierava a favore del matrimonio dei preti, dell'ordinazione delle donne e del riconoscimento delle unioni tra omosessuali sostenendo il diritto degli omosessuali ad allevare figli, a condizione che i minori non subissero alcun pregiudizio psicologico o sociale, criticando fortemente l'attuale Papa e il suo predecessore che confondevano in materia motivi sociologici con motivi teologici.
Tranne che nell'ultimissimo periodo, nel quale è stato sopraffatto dalla malattia, l'Abbè Pierre ha sempre continuato a viaggiare in tutto il mondo, per fondare nuove comunità, aiutare quelle esistenti e continuare le proprie battaglie in difesa delle persone ai margini della società. Muore il 22 gennaio 2007 all’età di 94 anni.
postato da: KorvoRosso alle ore gennaio 19, 2008 14:24 | Link | commenti (3)
categoria:politika, culture, razzismo, repressione, paparatzi, rivoluzioni, santi in terra
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