“Kompagno” Caprili, apprendo con stupore della tua intervista a Repubblica sulla cosiddetta emergenza Rom in cui salti a piè pari sul carro della “sicurezza a tutti i costi”. “Anche il nostro popolo ormai è stanco dei Rom”, “gli altri (i rom, ndr) che non hanno reddito dovrebbero essere, nel rispetto di tutti i diritti della persona rimandati in Romania”. Cosa è successo, compagno Milziade, un Rom ti ha rubato la macchina? Cosa è successo alla Rifondazione? E’ in procinto di Ricollocazione? O di Rimozione? O di Repressione? Che cosa avete fatto, che cosa state facendo a questo partito in cui nel 2001 le parole d’ordine erano conflitto, migranti, movimento? Provo dolore, rabbia e ribrezzo per le parole che hai pronunciato. Ormai non mi stupisce più vedere Fassino che a Porta a porta tuba con Fini concordando la svolta repressiva. Ma tu, un comunista, uno che vorrebbe rifondare il comunismo, uno che appartiene ad una componente sedicente “Essere comunisti” che ha una rivista chiamata “l’Ernesto”…mi verrebbe da ridere se non avessi voglia di piangere di rabbia. Ma chi volete prendere per il culo ancora, tu e tutti i culi di piombo della tua risma, ben eletti, ben seduti e ben pasciuti, migranti anche voi certo, siete tutti migrati sul Valalla, tra noi militanti siete una leggenda scandinava, ci siete ma non vi vedete, ma questa non è leggenda, questo è il trucco dell’illusionista. Come la “kompagnagransignorabionda” Alessandra Tibaldi, assessora al lavoro della Regione Lazio, che ripetutamente invitata dal nostro circolo ad attivarsi e a presenziare ad un’iniziativa per la paventata chiusura della Videocon, fabbrica di Anagni che dà lavoro a qualche migliaio di persone, non ci ha praticamente neanche risposto ma ha trovato il tempo di presentarsi in passerella davanti ai cancelli della fabbrica con altri papaveri regionali senza neanche avvertirci. Normale che davanti ai cancelli della fabbrica l’allegra congrega è rimasta a guardarsi in faccia, gli operai non c’erano. E allora cosa c’è di meglio che andarsi a fare una bella chiacchierata tra amici con i dirigenti? Per inciso: la vicenda è di qualche mese fa, la fabbrica sta per chiudere. Pagherei non so cosa perché tu leggessi questa lettera, “kompagno” Milziade e magari chiedessi il mio deferimento ai “probi viri” per un eventuale “allontanamento” termine non violento, Pape Fausto docet, che sta a significare espulsione. Vi siete permessi di “allontanare” un compagno come Franco Turigliatto perché è stato coerente con ciò in cui crede, con ciò che ha sempre detto, con ciò che anche voi rottami stalinisti del PCI dicevate e ci facevate credere non molto tempo prima, quando servivano voti.
Già i voti. Avete allontanato il movimento, quello con cui ai tempi di Genova dovevamo contaminarci. Forse perché non vi ha corrisposto i voti preventivati? Ma che cazzo dovete allontanare, razza di Torquemada della Casa del Popolo, io sono già lontano, io e tanti altri compagni, più di quanti possano immaginare le vostre teste piene ormai solo di strategie matematiche percentuali. “Faremo un partito a due cifre”. Potete progettare tutte le cose rosse bianche e verdi che vi pare, ma forse è meglio se preparate una semplice caprese, che se non altro è sicuramente più gustosa. Avevate dichiarato, la scorsa estate, che in autunno ci sarebbe stata una consultazione degli iscritti per verificare l’opportunità di continuare a sostenere il governo. Dove è finita la consultazione? La Rimozione Comunista. A questo punto una domanda sorge spontanea, una domanda che legittimamente mi fanno in molti, che mi faccio da solo, che forse mi faresti anche tu nel malaugurato quanto improbabile caso dovessimo confrontarci di persona: che ci stai a fare ancora nel partito? Non mi schiodo, non ci schiodiamo. Perchè il partito non è Cosa Tua, non è Cosa Vostra, anche se ve ne siete appropriati alla faccia della partecipazione dal basso e della democrazia interna, alla faccia del “partito plurale”. Perché il partito lo hanno costruito e mandato avanti i militanti facendosi il culo e facendosi prendere per il culo. Perché presenteremo il conto della scorpacciata di merda che ci state obbligando a fare. E quando succederà voglio essere dentro, voglio gustarmela da dentro. Assaggerete l’antipasto nell’imminente congresso. Poi ci saranno gli appuntamenti elettorali che vi piacciono tanto, in cui sperate si materializzino quelle famose due cifre. E allora ci faremo delle grasse amare risate. Il mio voto? Io voto solo comunista, “kompagno” Caprili. E non mi basterà più l’apparenza, valuterò l’essenza. Chiudo con una precisazione e un’esortazione. La precisazione è che non ti chiamerò “merda di uomo” come qualche dominicano in estasi repressiva ha chiamato il compagno Bonadonna: non sei una merda di uomo, sei solo un ex comunista reazionario in carriera che si spaccia per comunista. L’esortazione è quella di affondare la tua testa istituzionale in un cesso e tenercela un quarto d’ora in decantazione. Chissà, forse la vicinanza con “cose basse,
dolorose e profonde” ti aiuterà a riflettere. E visto che hai sproloquiato sulla pelle dei migranti, che sia un cesso alla turca, mi raccomando.
Già i voti. Avete allontanato il movimento, quello con cui ai tempi di Genova dovevamo contaminarci. Forse perché non vi ha corrisposto i voti preventivati? Ma che cazzo dovete allontanare, razza di Torquemada della Casa del Popolo, io sono già lontano, io e tanti altri compagni, più di quanti possano immaginare le vostre teste piene ormai solo di strategie matematiche percentuali. “Faremo un partito a due cifre”. Potete progettare tutte le cose rosse bianche e verdi che vi pare, ma forse è meglio se preparate una semplice caprese, che se non altro è sicuramente più gustosa. Avevate dichiarato, la scorsa estate, che in autunno ci sarebbe stata una consultazione degli iscritti per verificare l’opportunità di continuare a sostenere il governo. Dove è finita la consultazione? La Rimozione Comunista. A questo punto una domanda sorge spontanea, una domanda che legittimamente mi fanno in molti, che mi faccio da solo, che forse mi faresti anche tu nel malaugurato quanto improbabile caso dovessimo confrontarci di persona: che ci stai a fare ancora nel partito? Non mi schiodo, non ci schiodiamo. Perchè il partito non è Cosa Tua, non è Cosa Vostra, anche se ve ne siete appropriati alla faccia della partecipazione dal basso e della democrazia interna, alla faccia del “partito plurale”. Perché il partito lo hanno costruito e mandato avanti i militanti facendosi il culo e facendosi prendere per il culo. Perché presenteremo il conto della scorpacciata di merda che ci state obbligando a fare. E quando succederà voglio essere dentro, voglio gustarmela da dentro. Assaggerete l’antipasto nell’imminente congresso. Poi ci saranno gli appuntamenti elettorali che vi piacciono tanto, in cui sperate si materializzino quelle famose due cifre. E allora ci faremo delle grasse amare risate. Il mio voto? Io voto solo comunista, “kompagno” Caprili. E non mi basterà più l’apparenza, valuterò l’essenza. Chiudo con una precisazione e un’esortazione. La precisazione è che non ti chiamerò “merda di uomo” come qualche dominicano in estasi repressiva ha chiamato il compagno Bonadonna: non sei una merda di uomo, sei solo un ex comunista reazionario in carriera che si spaccia per comunista. L’esortazione è quella di affondare la tua testa istituzionale in un cesso e tenercela un quarto d’ora in decantazione. Chissà, forse la vicinanza con “cose basse,
dolorose e profonde” ti aiuterà a riflettere. E visto che hai sproloquiato sulla pelle dei migranti, che sia un cesso alla turca, mi raccomando.In fede, quella che tu non ha più,
compagno Sebastiano Salis
circolo “Che Guevara” di Anagni, Federazione di Frosinone
tessera n° 36392
membro della segreteria di circolo
membro del direttivo di circolo.
postato da: KorvoRosso alle ore novembre 06, 2007 19:52 | Link | commenti (12)
categoria:politika, culture, antifascismo, rivoluzioni, politikanagnina
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Alla faccia di chi ci voleva fuori dal Consiglio Comunale
