OMBRE MORTE
SINISTRA FUNERARIA FACINOROSA
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Home » musica
Tag correlati: politika, culture, rivoluzioni, satira, partito democratico
sabato, 15 dicembre 2007
VISIONI DEL TEMPO PERDUTO
La Vettura della Vita è stato un gruppo musicale nato ad Anagni nell’autunno 1976. Formato da: Antonio Salis, chitarra e voce; Luigi Salis, chitarra e voce; Sebastiano Salis, basso e voce; Nico Scippa, chitarra solista, Marcello Piacentini, tastiere; Angelo Pellegrini, batteria.
Esegue principalmente brani composti da Antonio e Luigi Salis e cover di Beatles, Dylan e Rolling Stones. Nell’estate 1978 giunge in finale ad un concorso nazionale per musicisti emergenti conclusosi a Silvi Marina ed ottiene un contratto dal responsabile delle “Feste dell’Avanti” per il centro sud, Mario Acquarone, per dieci serate in altrettante feste. Il gruppo si scioglie nel 1979, quando Antonio e Luigi Salis si trasferiscono ad Arezzo per lavoro. I due continuano la loro attività musicale giungendo in finale alla seconda edizione del premio Recanati nel 1991 col brano “Le donne nere”. Nel 1996 i Nomadi incidono un loro brano “ Tempi di guerra” nell’album “Quando ci sarai” . Il brano viene reintitolato in “Un’altra città” e il testo “reso più soft”.
Il filmato, girato con una super8 senza audio, presenta un’esibizione alla festa dell’Unità di Anagni nell’estate 1977 e un momento di una session di prove del febbraio 1978, nella quale non è presente Nico Scippa.
Attualmente, Antonio e Luigi Salis vivono e lavorano ad Arezzo, Sebastiano Salis vive e lavora ad Anagni, Nico Scippa vive e lavora a Roma, Marcello Piacentini vive ad Anagni e lavora a Roma, Angelo Pellegrini vive e lavora a Friburgo, Germania.
postato da: KorvoRosso alle ore dicembre 15, 2007 22:00 | Link | commenti (2)
categoria:musica, culture
sabato, 08 dicembre 2007
UN EROE DELLA CLASSE OPERAIA
John Lennon, 9 ottobre 1940 – 8 dicembre 1980
compagno John
Dio
Dio è un concetto
Con cui misuriamo le nostre pene
Lo dirò di nuovo:
Dio è un concetto
Con cui misuriamo le nostre pene
Non credo nella magia
Non credo nell’I Ching
Non credo nella Bibbia
Non credo nei tarocchi
Non credo in Hitler
Non credo in Gesù
Non credo in Kennedy
Non credo in Budda
Non credo nei Mantra
Non credo in Gita
Non credo nello Yoga
Non credo nei Re
Non credo in Elvis
Non credo in Zimmerman
Non credo nei Beatles
Credo in me
Yoko e me
Questa è la verità
Il sogno è finito
Che posso dire?
Ieri ero il sognatore
Ma adesso sono rinato
Ieri ero il tricheco
Ma adesso sono John
E così cari amici dovete tener duro
Il sogno è finito
 
Eroe della classe operaia
Appena nasci ti fanno sentire piccolo
togliendoti tutto il tempo che potresti avere
finchè il tuo dolore si fa così grande che non senti più nulla
Devi diventare un eroe della classe operaia
Devi diventare un eroe della classe operaia
Ti feriscono a casa, ti colpiscono a scuola
Ti odiano se sei intelligente e ti disprezzano se sei stupido
Così impazzisci totalmente
E non puoi seguire le loro regole
Devi diventare un eroe della classe operaia
Devi diventare un eroe della classe operaia
Dopo averti terrorizzato per 20, assurdi anni
S'aspettano che tu scelga una carriera,
Quando in realtà sei così pieno di paura che non puoi ingranare
Devi diventare un eroe della classe operaia
Devi diventare un eroe della classe operaia
Ti drogano di religione, sesso e televisione
E tu pensi d'essere furbo, senza pregiudizi, libero,
Mentre resti un stronzo che non capisce niente, per come la vedo io
Devi diventare un eroe della classe operaia
Devi diventare un eroe della classe operaia
E ti continuano a dire "in cima c'è spazio"
Ma devi prima imparare a uccidere sorridendo
Se vuoi gareggiare con la gente in alto
Devi diventare un eroe della classe operaia
Devi diventare un eroe della classe operaia
Se vuoi diventare un eroe, seguimi
Se vuoi diventare un eroe, seguimi
postato da: KorvoRosso alle ore dicembre 08, 2007 18:14 | Link | commenti (1)
categoria:musica, culture, rivoluzioni
domenica, 02 dicembre 2007
PROVE DI DIALOGO ON STAGE
on stage

*

postato da: KorvoRosso alle ore dicembre 02, 2007 20:39 | Link | commenti (2)
categoria:musica, politika, satira, partito democratico
lunedì, 20 agosto 2007
…E PABLO SI RIVOLTO’ NELLA TOMBA…
dg
 Dall’intervista a Francesco De Gregori sul Corriere della Sera:
«Quindi il progetto del Partito democratico la interessa? »
«Sì. Mi auguro che le primarie abbiano successo. Che il nuovo partito ci porti fuori dalla politica stagnante di questi anni, non dia risposte ma ponga domande, conquisti credibilità, sappia chiedere sacrifici. Che stia lontano dalle paludi e dai pascoli consociativi, e nello stesso tempo stia lontano da una sinistra fondamentalista, sempre più decrepita e deprimente».
 
“Me cojoni!” si dice a Roma. Tanto i sacrifici che dovrà chiedere il partito democratico non li farai certo tu, che con la “sinistra fondamentalista decrepita e deprimente” ci hai fatto carriera e miliardi.
postato da: KorvoRosso alle ore agosto 20, 2007 18:19 | Link | commenti (15)
categoria:musica, politika
giovedì, 07 giugno 2007
UNA PERLA DEL COMPAGNO ZIMMERMAN
z1
IL BLUES DEL LAVORATORE #2
parole e musica Bob Dylan
C'è la nebbia della sera che cala sulla città
mentre la luce stellare si riverbera sullo specchio del fiume
Il potere d'acquisto del proletariato è andato a fondo
Il denaro sta diventando sempre più debole ed inconsistente
I luoghi che amavo sono ormai un dolce ricordo
E' nuovo il sentiero che abbiam percorso
Dicono che i salari bassi sono una realtà
se vogliamo competere con l'estero
Le mie armi crudeli sono sulla mensola
Vieni a sederti sulle mie ginocchia
mi sei più cara di me stesso
e da te lo puoi capire
Mentre sento le rotaie d'acciaio vibrare
ho chiusi gli occhi e serrati
e me ne sto qui, seduto, cercando di impedire che la fame
mi si insinui nelle budella
Incontriamoci dabbasso, non restare indietro
Portami i miei stivali e anche le scarpe
Puoi o esitare o combattere al meglio che puoi sulla linea del fronte
cantando un po' di questi blues del lavoratore
Sto navigando indietro, pronto per la lunga raccolta
Sballottato dai venti e dai mari
Li trascinerò tutti quanti all'inferno e tutti li metterò al muro
Li venderò ai loro nemici
e cercherò di nutrire la mia anima col pensiero
Dormirò per tutto il resto del giorno
Ci son volte che nessuno vuole quel che ha
Ma ci son volte che quel che hai non puoi darlo via
Ora il luogo è accerchiato da innumeri nemici
Forse alcuni di loro son sordomuti
Non c'è uomo nè donna che conosca
l'ora in cui il dolore verrà
Nell'oscurità sento il richiamo dell'uccello notturno
sento il sospiro degli amanti
dormo in cucina coi piedi all'ingresso
di un sonno che è una morte temporanea
Incontriamoci dabbasso, non restare indietro
Portami i miei stivali e anche le scarpe
Puoi o esitare o combattere al meglio che puoi sulla linea del fronte
cantando un po' di questi blues del lavoratore
Mi han bruciato il granaio, si son presi il cavallo
non un centesimo mi resta
Devo stare attento, non voglio esser costretto
a una vita di crimine perpetuo
Come vorrei tu fossi qui a vedere
E ora dimmi, forse che mi sbaglio a pensare
che mi hai dimenticato?
E ora s'angosciano e s'affrettano e s'affaccendano e s'affliggono
ti sprecano le notti e i giorni
Loro li ho dimenticati
ma, te, ti ricorderò sempre
Antiche memorie di te mi si sono attaccate strette
Tu che mi hai ferito con le tue parole
dovrai parlare con lingua dritta
Tutto è vero, quel che hai sentito. Ogni cosa.
Incontriamoci dabbasso, non restare indietro
Portami i miei stivali e anche le scarpe
Puoi o esitare o combattere al meglio che puoi sulla linea del fronte
cantando un po' di questi blues del lavoratore
E in te, amico, biasimo non ne trovo
Guardami negli occhi, fallo ti prego
Nessuno potrà mai reclamare
che ho iniziato le ostilità contro di te
Loro ti abbatteranno
da un capo all'altro dei sacri pacifici campi
e spezzeranno i tuoi corni e ti batteranno con sferzate d'acciaio
Ho dato io l'ordine e perciò è così che dovrà avvenire
Ora la fortuna mi ha voltato le spalle, sono pieno di lividi
ma ti darò un'altra occasione
Son qui tutto solo e sto aspettando te
perchè mi conduca in un'allegra danza
Ho un nuovo abito e una nuova moglie
e posso continuare a vivere di riso e fagioli
C'è gente che non ha mai lavorato un giorno in vita sua
e lavorare nemmeno lo sa cosa significhi
Incontriamoci dabbasso, non restare indietro
Portami i miei stivali e anche le scarpe
Puoi o esitare o combattere al meglio che puoi sulla linea del fronte
cantando un po' di questi blues del lavoratore
postato da: KorvoRosso alle ore giugno 07, 2007 20:07 | Link | commenti (3)
categoria:musica, politika
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