Questo non è un maxi bilancio di fine anno, tutt’altro. Questa è una bilancia in formato gigante, ciò che serve per pesare le parole e la mole di una sedicente onorevole virtuale che in uno dei suoi ultimi ameni post, “Bilancino”, paragona due care compagne ad un nano e a una scimmietta, si autodefinisce bella che più bella non si può e quant’altro. Vedere per credere:

E visto che la sempre più sedicente e virtuale cara onorevole pubblica, a mò di esempio, la foto di una delle compagne su citate insieme a quella del nano televisivo che le assomiglierebbe, per ricambiarla amorevolmente e per celebrare la sua indiscutibile bellezza, per comprovarla e certificarla, ecco per voi alcune immagini della stessa nel suo splendido fulgore estetico, accostate ad un nobile essere presente su questo mondo, quello che più le si confà, a mio giudizio, per indole, mole e lineamenti.




E per finire, qualche stralcio, tratto dall’archivio del Corriere della Sera, di passate e gloriose imprese della Nostra, suggellate da profondi e imperituri giudizi di persone note che hanno avuto il piacere di conoscerla.
Da Rifondazione ad An anche se non ha ancora la tessera. Gli ex compagni: corto circuito ideologico
La Valent: Gianfranco mi da' le stesse emozioni di Ingrao
Da Rifondazione ad An anche se non ha ancora la tessera. Gli ex compagni: corto circuito ideologico TITOLO: La Valent: Gianfranco mi da' le stesse emozioni di Ingrao. ROMA . "Sono sportiva, non tifosa. Sto con chi gioca meglio ed ha ragione". Cosi' l' ex poliziotta e poi ex europarlamentare Dacia Valent per spiegare la sua folgorazione per An, per Gianfranco Fini, Maurizio Gasparri e Pino Rauti: "Apprezzo molto Fini. Mi da' le stesse emozioni di Ingrao". Dalle posizioni piu' radicali in favore degli immigrati, prima nel Pci e poi in Rifondazione, alla calca del XVII congresso del Msi AN per appoggiare la svolta di Fini. Con una sostanziale adesione alle linea di An e progetti di collaborazione a tutto campo . ha smentito di avere preso la tessera . si e' completata a Fiuggi la svolta di 180 gradi di Dacia Valent. Proprio ieri il "Secolo d' Italia", ora quotidiano di An, ha pubblicato una sua lettera: "Per troppo tempo e' rimasto vigente in Italia l' assioma che l' antirazzismo fosse esclusivamente di sinistra, mentre il razzismo fosse una prerogativa della destra. Noi, minoranze etniche in Italia, impegnate in una integrazione che non vada a detrimento della societa' tutta, non siamo d' accordo. Noi crediamo fermamente che il razzismo sia un comportamento umano comune a tutti gli schieramenti". Come e' maturata la svolta? "Le incomprensioni risalgono alla fine del ' 92 . ricorda Giovanni Russo Spena, del direttivo nazionale di Rc. Riguardavano la linea politica sui problemi del razzismo e dell' immigrazione. Dacia riteneva che il nostro impegno a favore degli immigrati non fosse sufficiente. Non era una discussione lacerante, pero' lei l' ha caricata di rancori. E uscita con una critica da sinistra, poi ha assunto posizioni che non sono esattamente di sinistra. Insomma un corto circuito ideologico". "Dopo Rifondazione ha rotto con tutti. Non sa cosa sono destra e sinistra . dice Eugenio Melandri, ex deputato di Rc, fondatore con Dacia dell' associazione "Senzaconfine" .. E il frutto di un' operazione d' immagine. Non e' responsabile, ha fatto un lavoro che non e' il suo". Un suo ex compagno di fede politica la ricorda ancora mentre strappava manifesti del Msi e conclude: "Ha certamente bisogno di una sponda politica". Lei smentisce: "Se volevo restare ero deputato a vita di Rc. Ho rifiutato anche una candidatura nel Polo. Ho preferito salvare la mia personalita' e coprirmi di debiti". Nessuno dei suoi ex compagni mostra molta meraviglia. Trentuno anni, un matrimonio con due figli alle spalle, una convivenza burrascosa con il nipote del capo della rivolta del Katanga, il belga Luc Murtshampl Tshombe' , finito in carcere per violenza verso la compagna, Dacia Valent dopo l' uscita da Rifondazione tenta di far decollare l' associazione antirazzista "Score Italy", da lei presieduta. Assegni a vuoto, dipendenti non pagati: la gestione di Score Italy finisce spesso sulle cronache. "Ho lavorato gratis da febbraio a dicembre ' 93, quando me ne sono andata . dice Zahra Haider De Lorenzi, somala, segretaria di "Score Italy" .. Spendeva tutto col marito".























