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n. 62 del 7.03.2001
La trasmissione “Report” di domenica scorsa ha gettato un po’ di luce tra le tenebre delle cosiddette “cooperative”, rosse, bianche o gialle che siano. E ci ha mostrato, a dispetto delle finalità con cui nacquero, la vergogna di queste istituzioni di sfruttamento legalizzato, il cui solo scopo è sempre e solo il business, per raggiungere il quale non esitano a pratiche di malaffare corruzione e ingiustizia e i cui “soci” lavoratori sono, nell’anno 2007, appena un gradino al di sopra della schiavitù. Da notare, nei cenni storici di seguito, quando e con quale scopo furono create.
“La Federazione delle Società Cooperative Italiane, nata a Milano dal primo congresso dei cooperatori italiani (1886), assume la denominazione di Lega delle Cooperative durante il 5° congresso, tenutosi a Sampierdarena nel 1893.
Nel 1919 la scissione ad opera della cooperazione di ispirazione cattolica segna l’inizio di una crisi dell’esperienza cooperativa che con il successivo avvento del fascismo rischiò di subire il colpo fatale: il regime tentò di piegare la cooperazione ad un modello economico corporativo e decretò lo scioglimento della Lega Cooperative.
Tuttavia, alla caduta della dittatura fascista, il valore sociale della cooperazione riprende nuovo slancio e trova piena cittadinanza nella Costituzione la quale così recita all'articolo 45: "La Repubblica riconosce la funzione sociale della cooperazione a carattere di mutualità e senza fini di speculazione privata. La legge ne promuove e favorisce l’incremento con i mezzi più idonei e ne assicura, con gli opportuni controlli, il carattere e le finalità".
La società cooperativa è una società nella quale almeno tre soggetti gestiscono in comune una impresa che si prefigge lo scopo di fornire innanzitutto agli stessi soci(scopo mutualistico) quei beni e servizi per il conseguimento dei quali la cooperativa è sorta.
Capisaldi del sistema cooperativo sono i principi di mutualità, solidarietà, democrazia”.
Una curiosità: Ogni anno la Lega delle Cooperative produce un fatturato di 50 miliardi e mezzo; i dipendenti hanno stipendi inferiori ai mille euro e possono essere licenziati tramite “revoca del rapporto fiduciario”. Alla faccia della “mutualità, solidarietà e democrazia”. E alla faccia del “rosso”.
ABBIANO ALMENO IL PUDORE E LA DECENZA, I CAPORIONI E I CAPORALI DELLE COSIDDETTE “COOPERATIVE ROSSE” DI STRALCIARE QUEL NOBILE COLORE DAL NOME, CHE SUONA COME UNO SCHIAFFO GIORNALIERO CONTRO QUANTI NELLE COOPERATIVE CI LASCIANO SUDORE , LACRIME E DIGNITA’ IN CAMBIO DI BRICIOLE DI SOPRAVVIVENZA.
La mia giovinezza non fu che una oscura tempesta, traversata qua e là da soli risplendenti; tuono e pioggia l'hanno talmente devastata che non rimane nel mio giardino altro che qualche fiore vermiglio.
Ecco, ho toccato ormai l'autunno delle idee, è ora di ricorrere al badile e al rastrello per rimettere a nuovo le terre inondate in cui l'acqua ha aperto buchi larghi come tombe.
E chissà se i fiori nuovi che vado sognando troveranno, in un terreno lavato come un greto, il mistico alimento cui attingere forza...
O dolore,o dolore, il Tempo si mangia la vita e l'oscuro Nemico che ci divora il cuore cresce e si fortifica del sangue che perdiamo.