OMBRE MORTE
SINISTRA FUNERARIA FACINOROSA
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Violetta e Cristina
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Home » Maggio 2007
giovedì, 31 maggio 2007
C’E’ VOLUTA LA CORTE EUROPEA PER EVITARE L’ESPULSIONE DI DUE INNOCENTI DICHIARATI TALI DA UN TRIBUNALE.
giudice
Quando il rispetto delle regole è relativo.
La Corte Europea dei diritti dell'uomo ha sospeso le espulsioni decise dal ministro dell'Interno, Giuliano Amato a carico di Abdelilla El Keflaoui e dell'ex imam di Varese Abdelmajiid Zergout nonostante i due fossero stati assolti il 24 maggio scorso a Milano dall'accusa di terrorismo internazionale e nonostante un giudice di pace avesse dichiarato illegittima la loro detenzione in un cpt in attesa dell’espulsione.
Ma Giuliano Amato non era un paladino del garantismo?
 
MEDITA, GIUDICE AMATO, MEDITA. PARDON, MINISTRO AMATO.
postato da: KorvoRosso alle ore maggio 31, 2007 19:40 | Link | commenti (6)
categoria:politika
mercoledì, 30 maggio 2007
PERCHE’ VOTERO’ CONTRO L’ESPULSIONE DI LUCIO E CONSEGUENTE PROPOSTA.
goya_fucilazioni
 Espellere qualcuno da una comunità, qualunque cosa abbia fatto, mi sa di pena capitale. Mi sa di distruggere un ponte che non si potrà ricostruire, di arrendersi e rinunciare all’idea che il dialogo e la riflessione possano se non sanare, almeno alleviare il più duro degli scontri in funzione di riallacciare un rapporto costruttivo. Non è questo lo spirito di Kilombo? In un aggregatore che raccoglie culture politiche che vanno dal cattolicesimo moderato, ai liberali, ai socialisti, ai radicali, alla cosiddetta sinistra più o meno radicale, c’è una contraddizione di fondo con cui dobbiamo imparare a convivere, che dobbiamo gestire in positivo. Aspettarsi che ciascuno sia sempre tollerante, paziente e rispettoso degli altri è un’illusione: siamo individui pieni di contraddizioni, con umore mutevole e quant altro, a chiunque può saltare la brocca, è successo anche a me. Espellere Lucio o chiunque altro, censurare post, non risolve la contraddizione, la rimuove, la “mette sotto il tappeto”. E non garantisce che quello che sta succedendo non possa ripetersi. Con conseguente espulsione. Quante espulsioni rischiamo di dover mettere in conto? Sarebbe ancora Kilombo? Mi direte: E le regole? Giusto, le regole. Le regole, quando sono accettate e condivise dalla maggioranza vanno rispettate. Ma quando qualcuno ritiene che siano regole sbagliate, ha diritto a proporre di cambiarle. Così come dice la Carta. Approfitto per comunicarvi che, passata questa buriana che spero si risolva senza nessuna espulsione, mi avvarrò dell’articolo della Carta che permette al 5% degli iscritti una proposta di cambiamento. Tale proposta riguarderà l’abolizione della censura e delle espulsioni. Salvo restando il fatto che si dovrà aspettare, per attuarla nel caso riscuota consenso, che Kilombo si trasformi in associazione, onde evitare potenziali grane a Iaco che ci sta fornendo il dominio. E invito chi è interessato all’iniziativa a farsi sentire. E faccio un appello a quanti si stanno tirando fuori o hanno intenzione di farlo a restare per cambiare. Se vogliamo che Kilombo sia qualcosa di diverso e di speciale, visto che è “il metablog delle sinistre”, credo dobbiamo togliere dalle sue fondamenta mattoni pesanti come l’espulsione e la censura e sostituirli con un cemento che dovrebbe essere l’elemento base dell’”essere di sinistra”: libertà. Sperando e confidando che ciascuno ne faccia buon uso.
postato da: KorvoRosso alle ore maggio 30, 2007 18:39 | Link | commenti (32)
categoria:politika, rivoluzioni
lunedì, 28 maggio 2007
MARTIRIO DI UN EROE DELLA RIVOLUZIONE SFASCISTA.
martire 1

 

RIVOLUZIONE (I strofa).
(Lennon/McCartney)
 
Dici di volere una rivoluzione
Bene, sai che noi tutti vogliamo cambiare il mondo.
Mi dici che sarebbe un’evoluzione
Bene, sai che noi tutti vogliamo cambiare il mondo.
Ma quando cominci a parlare di distruzione
Non contare su di me.
postato da: KorvoRosso alle ore maggio 28, 2007 19:01 | Link | commenti (39)
categoria:satira, rivoluzioni
domenica, 27 maggio 2007
A PROPOSITO DELLE REGOLE DI KILOMBO E DEI PRESUNTI “BUROCRATI FACCE DI MERDA”
kil1
Sollecitato dal mio amico Supramonte, voglio dire qualcosa sulla questione delle regole, sul loro rispetto e su quanto sta accadendo da un po’ di tempo dentro Kilombo. Esprimo subito, in premessa, la mia posizione su eventuali censure di post ed espulsioni: sono fermamente contrario, in linea di principio, alle une e alle altre: Salvo restando le implicazioni legali che coinvolgerebbero chi ci ha concesso gratuitamente fino ad oggi il dominio da eventuali post penalmente perseguibili, fosse per me abolirei qualunque restrizione, lasciando al senso di responsabilità di ciascun kilombista la decisione sui contenuti da pubblicare. E lasciando a tutti i kilombisti, la possibilità e la discrezionalità di condannare o dare consenso ad un eventuale post offensivo di persone o ideali. L’unico intervento che permetterei alla redazione è appunto questo: segnalare pubblicamente un post che viene ritenuto trasgressivo della Carta, e invitare gli utenti ad esprimere la loro opinione, sotto forma di commento, sul blog del trasgressore. Opinione che, naturalmente potrà essere di condanna o di plauso. Ma questa è la mia semplice opinione, una opinione fortemente idealista.
C’è però da fare i conti con quello che succede nella pratica, c’è da fare i conti con l’idea stessa di “comunità”. Voglio fare un esempio in proposito che spero non sembri troppo azzardato: la Comune di Parigi. A mio parere è stato forse l’unico, e come sempre troppo breve, esempio di realizzazione di un modello che si avvicina moltissimo a quel comunismo libertario che ispira il mio ideale. Egualitarismo, solidarietà, controllo diretto da parte dei cittadini dei governanti da loro eletti e immediata revoca degli stessi in caso di accertato malgoverno da parte dei cittadini. Provvedimenti legislativi sottoposti al vaglio dell’assemblea dei cittadini. Democrazia diretta. E’ un modello su cui molti di noi metterebbero la firma. Ma anche nella Comune, come in un qualunque modello sociale che aggrega degli individui, esistevano le regole, esisteva la coercizione. Coercizione che i revocabili rappresentanti dei cittadini esercitavano su chiunque trasgredisse alle regole condivise da tutti, votate e accettate da tutti. Se un cittadino rubava qualcosa a qualcun altro, un qualcosa che era frutto di una divisione egualitaria, o ne sfruttava il suo lavoro, o lo uccideva e quant’altro, arrivavano due belle guardie civiche con lo schioppo in mano e se lo portavano via. Per salvaguardare i diritti degli altri, di tutti gli altri. Cosa voglio dire? Che il problema non sta nel principio delle regole da rispettare, né in chi è incaricato di farle rispettare. Il problema, semmai, sta nel contenuto delle regole. Le quali possono venire cambiate se la maggioranza le vuole cambiare. Dentro Kilombo c’è praticamente una continua rotazione dei redattori e credo che chiunque voglia fare il redattore può farlo: vista la scadenza a breve di ogni rinnovo prima o poi arriverà il suo turno. Questo è un segno di straordinaria applicazione di democrazia diretta. Ma le regole finchè non si cambiano, vanno rispettate, anche se non piacciono. Altrimenti è inutile e insensato aspirare ad aggregarci in funzione del dialogo e dello scambio ideale-politico-culturale, chiamarci comunità. Il sistema c’è, lo dice la Carta: basta almeno il 5% di iscritti che propongano una modifica. E decide la maggioranza, come in qualunque modello democratico. Quindi un invito e un consiglio a chi si lamenta continuamente di censure e similari: fatti, non pugnette.
Altra questione. Mi sono reso conto che in tutte le vicende in cui si sollevano polemiche furiose, o quando la redazione, tutta la redazione, applica le regole rimuovendo qualche post, si scatena un ecce homo parossistico e autocompiacente in cui viene messo in croce sempre il solito colpevole: il mio amico Francesco Costa. Si, ho detto amico, così come ho detto per Supramonte, e lo ripeto. Eh si, cari compagni, per quelli di voi che si scandalizzano. Io ho avuto a che fare con Francesco Costa proprio riguardo a episodi di censura che mi hanno riguardato personalmente. E tengo a dire che Francesco Costa, lontano kilometri dalla mia visione politica, è persona tollerante, sensibile, comprensiva e aperta al dialogo. Vederlo descrivere come un “questurino, un burocrate e un faccia di merda” da parte chi, almeno nominalmente, ha più o meno la mia stessa connotazione politica, mi provoca una insopportabile irritazione. Il dialogo, compagni, l’incontro. Io considero più prezioso l’incontro col “diverso politicamente”, “straniero politicamente” che però condivide un minimo di valori essenziali con me. Con quelli che ne condividono il 99,9% l’incontro c’è già stato, c’è già un rapporto. Cantarcela e suonarcela sempre fra di noi rischia di diventare una gigantesca quanto inconcludente masturbazione collettiva che, per carità, può essere anche gustosa e divertente, ma rimane lì sterile, come tutte le masturbazioni, e alla lunga annoia. Ci sono cascato anch’io, nella scorciatoia dell’insulto facile e distruttivo: non serve a niente, se non a rimuovere il coraggio di confrontare le proprie idee, di affermarne la forza e il valore con la pazienza di un confronto civile. Lo scontro lo riservo solo per i fascisti e per il nemico di classe. Francesco Costa, ma anche Valerio Pieroni e i moderati di Kilombo non sono né fascisti, né tanto meno nemici di classe.
Concludo rispondendo a chi eventualmente mi rimproverasse di frequentare “amicizie pericolose”: me lo ripeteva sempre anche mia madre, da quando smisi di andare in chiesa. Ma non le ho mai dato retta. Neanche ora.
postato da: KorvoRosso alle ore maggio 27, 2007 13:20 | Link | commenti (46)
categoria:politika
venerdì, 25 maggio 2007
COMPAGNO LUCIO, GUARDA QUESTA LISTA: SONO DONNE CHE NON SONO RIMASTE A CASA A BADARE AI FIGLI.
inessa armand
Inessa Armand (1874-1920)
Rivoluzionaria russa dell’Ottobre, collaboratrice di Lenin.
 
Alexkollontai
Alexandra Kollontai (1872-1952)
Scrittrice femminista russa, rivoluzionaria dell’Ottobre.
 
nadik2
Nadia Krupskaja (1869-1939)
Una dei maggiori teorici della nuova pedagogia socialista e del sistema d'istruzione sovietico, moglie di Lenin.
RosaLuxemburg
Rosa Luxemburg (1871-1919)
Rivoluzionaria polacca, ispiratrice della “rivoluzione spartachista” tedesca, assassinata in Germania insieme a Karl Liebknecht.
federica montseny
Federica Montseny (1905-1994)
Anarchica spagnola, ministra della Sanità del governo repubblicano prima e durante la guerra civile.
Inoltre, durante la Resistenza:
resiste
- Partigiane: 35.000
- Patriote: 20.000
- Gruppi di difesa: 70.000 iscritte
- Arrestate, torturate: 4.653
- Deportate: 2.750
- Commissarie di guerra: 512
- Medaglie d'oro: 16
- Medaglie d'argento: 17
- Fucilate o cadute in combattimento: 2.900
Tralascio di citare scrittrici, scienziate, musiciste, pittrici e quant’altro.
Medita compagno, medita.
Salam aleikon
 
postato da: KorvoRosso alle ore maggio 25, 2007 19:24 | Link | commenti (65)
categoria:rivoluzioni
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