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Home » Aprile 2007
lunedì, 30 aprile 2007
1° MAGGIO, FESTA DEI MORTI VIVENTI.
zombies2
1° maggio, Festa dei Lavoratori. Una data ricca di significati, di simboli, di sofferenza, sfruttamento, conquiste. Una di quelle date che varrebbe la pena di celebrare e festeggiare sempre. Ma non me la sento, non più. Perché è diventata una data scontata, svuotata,  integrata, omologata, come l’8 marzo. Perché con 1300 morti sul lavoro all’anno, tutti gli anni, non so da quanti anni, con centinaia di migliaia di precari sfruttati, sottopagati, depredati del futuro, con centinaia di migliaia per cui il lavoro, qualunque lavoro, è il sogno di una vita e tale rimane, con migliaia di clandestini assunti a nero, stroncati di fatica, umiliati, minacciati, picchiati, uccisi, celebrare questa festa mi sembra una bestemmia così blasfema da far sanguinare le orecchie e l’anima di tutti quei morti e di tutti quei vivi che sopravvivono. Per quel che mi riguarda, il 1° maggio come Festa del Lavoro ricomincerò a celebrarlo quando il lavoro diventerà un qualcosa che la sera faccia tornare a casa persone contente e, soprattutto, vive.
E al diavolo pure il concerto.
postato da: KorvoRosso alle ore aprile 30, 2007 19:37 | Link | commenti (6)
categoria:politika, rivoluzioni
domenica, 29 aprile 2007
PIO LA TORRE, UNO DI QUELLI CHE “MINACCIAVANO LA DEMOCRAZIA”

Pio-La-Torre

Il 30 aprile 1982 il Segretario Regionale del PCI siciliano, Pio La Torre e il suo autista Rosario Di Salvo cadono sotto il piombo di Cosa Nostra. Nato da famiglia poverissima, era stato protagonista fin dagli anni 50 della lotta per l’assegnazione delle terre incolte dei latifondi ai contadini. Impegno che gli valse da giovane sindacalista di Federterra, 17 mesi di reclusione all’Ucciardone, dove era ancora rinchiuso quando gli nacque il primo figlio. La sua azione spaziò dall’impegno per i diritti dei lavoratori in quella terra di frontiera succube del potere politico-mafioso, alla conquista della legalità, al pacifismo. Fu lui il promotore, nonostante il “tiepido e dubbioso assenso” degli stessi vertici del PCI, della mobilitazione popolare dei primi anni 80 che portò alla raccolta di latbigoltre un milione di firme contro l’installazione dei missili nucleari americani Pershing e Cruise a Comiso. Finché non arriva allo scontro con la Mafia. Scontro frontale. A cominciare dalla relazione di minoranza che porta il suo nome e che vale ancora la pena rileggere, perché nel 1976 raccontava già tutto e diventerà un libro dal titolo emblematico, “Mafia e potere politico”, presentata a nome del PCI alla prima Commissione Parlamentare Antimafia. E’ sua la proposta del riconoscimento del delitto di associazione a delinquere di stampo mafioso, diventata poi l’articolo 416-bis del Codice Penale, che prevedeva il sequestro e la confisca dei patrimoni illeciti provenienti da estorsioni, usura, riciclaggio, droga, prostituzione, e introduceva nuove norme per il controllo sugli appalti pubblici e l‘obbligo della certificazione antimafia. Nella proposta di legge, si sosteneva che per colpire davvero la mafia bisognava intervenire sui patrimoni e nelle tasche; cioè in quello che Cosa Nostra aveva di più caro: l’accumulazione criminale. E si ipotizzava anche che i beni sottratti alla criminalità organizzata e ritornati alla legalità dovessero essere restituiti alle comunità locali che ne erano state depredate con la violenza e la paura. Un impegno, quello in Commissione Antimafia, andato avanti per tutti i dieci anni del suo mandato parlamentare, dal 1972, quando venne eletto per la prima volta, fino a DiSalvoquella mattina di venticinque anni fa, il 30 aprile 1982, quando un commando di killers mafiosi lo assassinò a colpi di mitraglietta assieme al suo autista e fedele compagno Rosario Di Salvo, un giovane di trent’anni padre di tre bambine che tutelava anche la sua sicurezza.
Questo era Pio La Torre. Un uomo che aveva capito prima di tanti cos’era la mafia e come andava combattuta. Per questo è morto. Aveva però un grosso difetto: era comunista, e quindi era una “minaccia per la democrazia”.
postato da: KorvoRosso alle ore aprile 29, 2007 14:16 | Link | commenti (9)
categoria:politika, rivoluzioni
sabato, 28 aprile 2007
28 APRILE 1967: UN AMERICANO CONTRO LA GUERRA. LEGGERO COME UNA FARFALLA, PUNGENTE COME UN’APE .
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Il 28 aprile 1967 Cassius Clay, Mohammed Alì dopo la sua conversione all’Islam, campione mondiale dei pesi massimi, si dichiara obiettore di coscienza e rifiuta di partire per il Vietnam. Viene privato del titolo, squalificato e rinchiuso in carcere. “Nessun Vietcong mi ha mai chiamato negro", dichiarò alla stampa per giustificare la propria decisione. Venne condannato da una giuria composta di soli bianchi a cinque anni di reclusione. Fu quello uno dei momenti più bui della sua vita. Decise di ritirarsi e venne attaccato per il suo impegno nelle lotte condotte da Martin Luther King e Malcom X. Poté tornare a combattere nel 1971 quando fu assolto grazie a una irregolarità nelle indagini svolte su di lui.
postato da: KorvoRosso alle ore aprile 28, 2007 09:28 | Link | commenti (9)
categoria:guerra, rivoluzioni
giovedì, 26 aprile 2007
IL RETAGGIO DELLA D.C., PARTITO DI MAFIA E DI GOVERNO OVVERO LA MADRE DI Mc CARTHY E’ SEMPRE INCINTA.
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C’è una singolare fauna che scorrazza felice e indisturbata per le praterie di Kilombo. Si tratta di una specie di bloggers, di razza democristiana, la cui attività editoriale si esaurisce in due argomenti: la celebrazione della liturgia entro la quale  adorano i propri dirigenti politici e celebrano le loro storiche imprese e la incessante, irriducibile, furiosa, rabbiosa, patologica, santa crociata contro il pericolo comunista.
Soprattutto in quest’ultima attività i nostri dimostrano una passione e una perseveranza degna del miglior Mc Carthy. Neanche contro il fascismo, che ultimamente sta dando qualche preoccupante e violento segnale di risveglio, questi “paladini della democrazia” si degnano di esternare la decima parte del livore che esprimono contro i comunisti. Ma si sa, con i fascisti si può anche governare all’occorrenza. La Democrazia Cristiana insegna. Già, la Democrazia Cristiana. Quella che per quarant’anni ha rappresentato un baluardo di democrazia e libertà. Quella del bandito Giuliano e di Portella delle Ginestre. Quella di De Gasperi e della legge truffa. Quella di Scelba e del governo Tambroni. Governo bianconero: Dc + MSI. Quella dei morti di Reggio Emilia e non solo. Quella del Vaiont. Quella dei terremotati de Belice ancora nelle baracche. Quella dei terremotati di Campania e Basilicata ancora nelle baracche. Quella di Antonio Segni e del Generale Di Lorenzo. Quella di Licio Gelli. Quella della P2. Quella di Gladio. Quella della Sicilia senz’acqua. Quella della Sicilia di Salvo Lima. Quella della Sicilia di Andreotti. Quella di Ustica perché gli americani hanno sempre ragione. Quella del C.A.F. Quella di Giovanni Leone, di Gui, di Tanassi e della Lockeed. Quella di mani pulite. Quella di “a Frà che te serve?”. Ma basta, in fondo che importanza ha qualche peccatuccio se chi lo commette ci garantisce libertà e democrazia proteggendoci dal pericolo comunista?
A proposito, qui di seguito l’elenco degli allora deputati democristiani iscritti alla loggia P2. Così, tanto per riempire la pagina. L’elenco dei condannati durante mani pulite non lo posso pubblicare, ci vorrebbero dieci pagine.
Vincenzo Crollo
Sergio Pezzati
Aventino Frau
Egidio Carenini
Mario Pedini
Massimo De Carolis
Publio Fiori,
Gian Aldo Arnaud
Emo Danesi
Rolando Picchioni
Gianni Cerioni
Vito Napoli
Danilo De Cocci
Francesco Casentino
Adolfo Sarti 
Franco Foschi
postato da: KorvoRosso alle ore aprile 26, 2007 21:06 | Link | commenti (22)
categoria:politika
martedì, 24 aprile 2007
INCIPIT

Precettato da Magister Pensatoio esterno gli incipit (ma ce ne sarebbero altri...)

1.      “La prima volta che incontrai Dean fu poco tempo dopo che mia moglie e io ci separammo. Avevo appena superato una seria malattia della quale non mi prenderò la briga di parlare, sennonché ebbe qualcosa a che fare con la triste e penosa rottura e con la sensazione da parte mia che tutto fosse morto”.
Jack Kerouac: “Sulla Strada”
2.      “C’era una volta un tale di nome Harry, detto il “lupo della steppa”. Camminava con due gambe, portava abiti da uomo, ma, a rigore, era un lupo. Aveva imparato parecchio di quel che possono imparare gli uomini dotati di intelligenza ed era un uomo piuttosto savio. Ma una cosa non aveva imparato: ad essere contento di sé e della sua vita”.
Herman Hesse: “Il lupo della steppa”
3.      “Sono laggiù. Inservienti negri vestiti di bianco alzatisi prima di me per commettere atti sessuali nel corridoio e lavarlo senza che io possa sorprenderli”.
Ken Kesey: “Qualcuno volò sul nido del cuculo”
4.      “Accade oggi alla dottrina di Marx quel che è spesso accaduto nella storia alle
dottrine dei pensatori rivoluzionari e dei capi delle classi oppresse in lotta per la loro
liberazione. Le classi dominanti hanno sempre ricompensato i grandi rivoluzionari,
durante la loro vita, con incessanti persecuzioni; la loro dottrina è stata sempre accolta
con il più selvaggio furore, con l'odio più accanito e con le più impudenti campagne di
menzogne e di diffamazioni. Ma, dopo morti, si cerca di trasformarli in icone
inoffensive, di canonizzarli, per così dire, di cingere di una certa aureola di gloria il loro
nome, a "consolazione" e mistificazione delle classi oppresse, mentre si svuota del
contenuto la loro dottrina rivoluzionaria, se ne smussa la punta, la si avvilisce. La
borghesia e gli opportunisti in seno al movimento operaio si accordano oggi per
sottoporre il marxismo a un tale "trattamento". Si dimentica, si respinge, si snatura il
lato rivoluzionario della dottrina, la sua anima rivoluzionaria. Si mette in primo piano e
si esalta ciò che è o pare accettabile alla borghesia”.
Lenin: “Stato e Rivoluzione”
5.      “7 novembre – Oggi comincia una nuova fase. Siamo arrivati ala tenuta di notte. Il viaggio è stato abbastanza buono. Dopo esser entrati, convenientemente travestiti, da Cochabamba, Pachungo ed io abbiamo preso i contatti e viaggiato per due giorni in jeep, con due macchine.
Ernesto Che Guevara: “Diario in Bolivia”
postato da: KorvoRosso alle ore aprile 24, 2007 21:10 | Link | commenti (7)
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