OMBRE MORTE
SINISTRA FUNERARIA FACINOROSA
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Home » Gennaio 2007
mercoledì, 31 gennaio 2007
PORTA RISPETTO AL MANDRILLO, VERONICA!
veronika
Milano, dal nostro inviato.
E’ sconcertante e denso di risvolti imprevedibili quanto sta emergendo dalla vicenda dell’attacco di Veronica Lario a quello che è, o dovremmo dire era, suo marito Silvio Berlusconi. L’ex attricetta bolognese, a cui il Cavaliere aveva concesso l’onore di sposarlo, sarebbe nient’altro che un’infiltrata comunista entrata abilmente nelle sue grazie con lo scopo di distruggerne l’immagine e l’onorabilità. D’altronde le origini della novella Mata Hari rossa parlano chiaro. Sembra che addirittura sotto una finta parete nella camera della terzogenita Barbara, figlia della Lario, sia stato rinvenuto un poster del Che. Disperato il commento di Berlusconi:” l’ho accolta come un’amante adottiva, l’ho trattata meglio di una badante rumena, ecco il risultato, dovrei dar retta a mamma Rosa, che mi dice sempre che sono troppo buono”. Il cerchio dei fedelissimi intanto fa quadrato intorno al povero Silvio. L’on. Bondi ha organizzato una veglia di solidarietà davanti alla villa di Macherio. Un fremito ha percorso la folla radunatasi quando un commosso Apicella ha intonato una toccante “Malafemmina”
Anche gli alleati politici prendono posizione. Il presidente di AN Fini ha dichiarato che “la signora Lario dovrebbe avere più rispetto per un uomo di una certa età che ancora porta in alto la bandiera, che la fa sventolare alta sul pennone”. Laconico e chiaro come sempre il commento di Umberto Bossi: “Silvio ce l‘ha sempre duro, non è colpa sua”.
postato da: KorvoRosso alle ore gennaio 31, 2007 19:32 | Link | commenti (9)
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martedì, 30 gennaio 2007
IL PAESE DELLA LIBERTA' (DI LINCIAGGIO)
basameri
La puntata di ieri sera di “La grande storia” dedicata all’emigrazione degli italiani negli Stati Uniti linciaggio2tra la fine dell’800 e il 900, per la quale ringrazio Filomenoviscido che ne aveva preannunciato la messa in onda, ci ha rivelato un po’ di gustose chicche sul Paese della Libertà. Qualcosa già si sapeva sul trattamento da sub umani riservato ai nostri poveri connazionali in cerca di destino migliore. Si sapeva anche che i poveri italiani, specialmente i meridionali, erano antropologicamente e socialmente considerati appena un po’ più “avanzati” dei neri, con tanto di suggello di darwiniane argomentazioni scientifiche di intellettuali yankees.linciaggio Si sapeva anche delle orrende ingiustizie compiute in quegli anni a danno di neri, indiani, immigrati, agitatori politici. La triste vicenda di Sacco e Vanzetti , folgorati sulla Sedia della Libertà, innocenti, è nota (si spera) a tutti. Quello che non si sapeva, perlomeno che io non sapevo, era che nel Paese della Libertà, la libertà di linciaggio era una delle libertà più diffuse: dal 1880 al 1950 centinaia di cittadini americani liberi, timorati di Dio, alcuni col cappuccio bianco, alcuni col cappello da cow boy, alcuni col cappello a cilindro, si presero la sacrosanta frankliniana libertà di linciare oltre 4000 (quattromila) mascalzoni neri (il 70%), italiani, indiani, messicani, cinesi. Il tutto tra l‘indifferenza, quando non l’incoraggiamento e la complicità, delle autorità costituite. Il 14 marzo 1891, a New Orleans, undici italiani accusati di aver partecipato all’assassinio del capo della polizia locale, assolti al processo, furono linciati da una folla inferocita di “cittadini perbene” sobillati dai notabili della città. Cittadini perbene rimasti impuniti, come quasi tutti gli autori di tutti i linciaggi d’America. “Gangs of New York” di Scorsese? A confronto con la realtà è più o meno “ I ragazzi della via Pal”. E “il Macellaio” una specie di reverendo Jackson.
postato da: KorvoRosso alle ore gennaio 30, 2007 19:25 | Link | commenti (13)
categoria:politika
lunedì, 29 gennaio 2007
KAMIKAZE PALESTINESI E "BELLA MORTE" OVVERO IL SUICIDIO DI UN POPOLO
kamikaze
Ricominciamo. Attentato suicida palestinese in una panetteria di Eilat, località israeliana sul mar Rosso. Quattro morti compreso l’attentatore. Un’altra pietra tombale sulla speranza di una risoluzione pacifica del conflitto, sul progetto, che si sta incamminando verso l’utopia, di “due popoli due stati. Sono sconcertato e nauseato. D’accordo, il governo, anzi i governi israeliani dall’omicidio di Rabin in poi hanno intensificato la loro politica aggressiva e coloniale che il periodo di avvicinamento tra Rabin e Arafat sembrava dovesse far dimenticare. La deliberata provocazione di Sharon sulla Spianata delle Moschee di qualche anno fa ha scatento la “seconda intifada” di cui hanno fatto le spese centinaia di palestinesi. Ricordare tutte le azioni criminali dei governi israeliani, il ripetuto ignorare le risoluzioni Onu di condanna e quant’altro rischia di diventare stucchevole. Non posso però non chiedermi: che senso ha la risposta palestinese? Che senso ha che un giovane si faccia esplodere in mezzo a civili colpevoli di trovarsi nel posto sbagliato al momento sbagliato? La si può chiamare lotta di liberazione? Sarà che sono un ingenuo guevarista, ma se si sceglie di combattere un’occupazione con le armi, penso si debba combattere contro i militari armati che occupano, non contro i civili dell’occupante. E perdipù suicidandosi. Un guerrigliero non si suicida. Quelli che si suicidavano per la causa erano i kamikaze giapponesi, i fascisti del sol levante, con tutta la loro nauseabonda mistica della “bella morte” che non a caso era un mito tra i repubblichini nostrani. Altro che “Israele stato fascista”. Anche i militari israeliani uccidono civili? Bene, anzi, male. Si risponde allo stesso modo, in maniera più cruda e artigianale perché si è più deboli militarmente. Bella roba. L’oppresso che si ribella all’oppressore deve mostrare un’etica superiore, deve dimostrare superiorità morale. Altrimenti si riduce tutto a due cani arrabbiati che si contendono un osso e vince il più forte. “La vendetta è di Dio”, il mio dio è più forte del tuo. Quando un guerrigliero comincia a chiamarsi martire non si crede più nella vittoria, ma solo nel paradiso. E voglio dire un’altra cosa, a costo di prendermi qualche insulto da qualche compagno: non mi è mai piaciuta quella mistica dell’intifada con i bambini in prima linea contro i carri armati. La guerra quando proprio si deve fare la devono fare gli adulti. I bambini devono starne fuori.
postato da: KorvoRosso alle ore gennaio 29, 2007 19:10 | Link | commenti (5)
categoria:guerra
domenica, 28 gennaio 2007
IL GRIDO DI VITTORIO FOA E DEGLI EBREI DI SINISTRA:
ispal1
“SVEGLIAMOCI, STIAMO PERDENDO IL SENSO CRITICO”*
 
Il pensiero critico rappresenta un cardine della tradizione e di tutta la storia ebraica, prima e dopo la nascita dello stato di Israele. Ma negli ultimi anni, a causa di eventi tragici, si è andato affievolendo sino a un ripiegamento del mondo ebraico su se stesso, che-comprensibile dal punto di vista emotivo-ha portato a un’involuzione identitaria in cui sono saltate le distinzioni stesse tra ebrei, ad esempio tra ebrei di sinistra e di destra. Si sono riaffacciate paure di annientamento – “la distruzione di Israele” – che non valutano lucidamente il rapporto effettivo tra minacce gravissime, come quelle del presidente iraniano Ahmadinejad, e le possibilità reali del loro avverarsi. Il terrorismo islamista, pericolo più immediato, si alimenta peraltro dal proseguimento dell’occupazione dei territori palestinesi da parte israeliana che rappresenta la vera fonte di immani disgrazie non solo per i palestinesi ma anche per Israele. Da parte della sinistra ebraica si è persa quella capacità di progettare un diverso presente e futuro rispetto a quello prospettato dalla destra ebraica, allineata alla destra mondiale neo e teo-con.
Nell’ebraismo il pluralismo è una condizione esistenziale. Questo pluralismo, oggi, ha bisogno di essere riconfermato anche rispetto alla differenza tra “ebreo” e “israeliano”. Perché se è ovvio, per noi, un legame tra la propria identità diasporica e Israele, tale legame non deve diventare una appartenenza sostanziale, che genera confusione e rischia di portare acqua al mulino di chi non vuole distinguere tra ebreo e israeliano. Noi vogliamo coltivare il nostro legame con Israele alla maniera lucida con cui lo coltivò Primo Levi, che di fronte alla prima “avventura i Libano” dell’esercito israeliano levò la sua voce insieme a quella di molti altri ebrei diasporici e israeliani contro la logica aggressiva e non solo più difensiva dell’esercito israeliano.
Dopo una riflessione collettiva tra ebrei di sinistra con diverse esperienze, abbiamo deciso di prendere una posizione pubblica che, anche dopo le polemiche tra il ministro D’Alema e molta parte dell’espressione istituzionale di destra ma anche di sinistra delle Comunità ebraiche, evidenziasse una voce diversa in cui la propria appartenenza ebraica non oscuri il carattere universale che perviene al proprio essere di sinistra.
Riconosciamo alle parole di David Grossman, durante la commemorazione di Rabin a Tel Aviv il 4 novembre, quel carattere che serve oggi a noi ebrei di sinistra in Italia, in Israele e nel mondo, per riprendere l’iniziativa in un panorama segnato dal cosiddetto “scontro di civiltà”. In questo quadro il conflitto israelo-palestinese è ancora, purtroppo, un centro di irradiamento dell’odio globale tra culture e religioni oltre che luogo dove si continua a perpetrare un’ingiustizia costante nei rapporti tra i popoli.
E’ nostra intenzione contribuire a ricostituire il “Campo della Pace Ebraico” in Italia e a questo scopo chiediamo a quanti nel variegato mondo ebraico sentono la stessa esigenza di confrontarsi con noi.
Vittorio Foa, Paolo Amati, Marina Astrologo, Andrea Billau, Ilan Cohen, Beppe Damascelli, Lucio Damascelli, Marina Del Monte, Ester Fano, Gisella Kohn, Dino Levi, Stefano Levi Della Torre, Tamara Levi, Patrizia Mancini, Marina Morpurgo, Moni Ovadia, Renata Sarfati, Sergio Sinigaglia, Stefania Sinigaglia, Susanna Sinigaglia, Jardena Tedeschi, Claudo Treves, Danco Singer, Sergio Ottolenghi, Gadi Schoenheit, Dunia Astrologo, Beborah Taub, Valeria Ottolenghi.
Per contatti: campodellapace@yahoo.it
 
*da Liberazione del 28/01/07
postato da: KorvoRosso alle ore gennaio 28, 2007 15:39 | Link | commenti (7)
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giovedì, 25 gennaio 2007
APPELLO PER LA DECOMUNISTIZZAZIONE DI KILOMBO
falk
Vagando per i profumati campi di margherite della landa kilombiana, folgorato sulla via di Francesco (buoni, intendo Rutelli), la triste verità è apparsa improvvisa ai miei occhi: compagne e compagni comunisti, trotskisti e revisionisti, bolscevichi e menscevichi e financo socialisti rivoluzionari, abbiamo infettato Kilombo. Come dei luridi acari rossi ci siamo infiltrati tra le coperte moderate dei puri, che soffrono a causa nostra, preda di spaventose crisi allergiche che a volte li fa diventare rossi, colore poco appropriato per la nobile genia. E’ ora di smetterla. Siamo fuori dal tempo e dalla storia, sempre a menarla con gli operai, che non appena gli trovi uno straccio di lavoro si permettono anche di morire, le scuse per scansare la fatica sono tutte buone. Pensate che l’anno scorso sono morti in 1300, non voglio dire che erano tutti lavativi, ma sicuramente un po’ distratti. Basta con questa mania di voler ritirare i nostri soldati che ci fanno onore in giro per il mondo. In Somalia anni fa ci fecero un sacco di onore, era un onore che andava a elettricità, bastava attaccare due elettrodi ai testicoli di un prigioniero somalo. E poi cosa direbbero i nostri amici americani? “Ecco i soliti conigli italiani che scappano quando c’è da menar le mani, Jack!” “Dove John, dove?” Poveretti, gli stiamo dando già tante preoccupazioni a Vicenza, dopo che gliele abbiamo date così tante nel Cermis. E poi quel sardo puzzolente di Soru, che li sta cacciando dalla Maddalena…
Basta con questo becero antifascismo, ma in fondo durante il ventennio sono state eseguite pochissime condanne a morte, e la rivoluzione fascista è stata tutto sommato incruenta, tranne qualche effetto collaterale che ha colpito quel matto di Matteotti, quel segaiolo liberal rivoluzionario di Gobetti, quei libertini dei fratelli Rosselli, quel rachitico sardo puzzolente di Gramsci. Operai e contadini? Ma che c’entra, quelli erano operai e contadini…
Basta con questi pacs, tomba della famiglia, ma cosa vogliono questi pervertiti? Ma niente niente di questo passo ci ritroveremo un papa omossessuale? Vade retro! Basta con l’aborto, con queste inseminazioni artificiali, ci sono tanti bambini africani da adottare, ma insomma il mercato è globale o no? E già che ci siamo basta anche col divorzio, roba d’altri tempi, divorziare è di destra, credetemi, se proprio volete dividervi ci penserà la Sacra Rota. Compagne e compagni di tutto Kilombo, decomunistizzatevi!
Amici moderati puri e immacolati, preti, suore, compagnucci della parrocchietta, sono con voi! Attrezzatemi di ostensorio, incenso e acqua santa, andrò per il mondo a diffondere il Verbo!
In nomine Walter, Fassinii et Franciscum santi
Amen
 
Disclaimer: nonostante le buone intenzioni questo post è stato scritto da un pericoloso comunista, perlopiù rifondarolo. Se ne raccomanda pertanto l’immediata purificante censura.
postato da: KorvoRosso alle ore gennaio 25, 2007 18:22 | Link | commenti (23)
categoria:politika
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